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Rosabella and the Citizen cane.

Il primo potere.

AH LE DONNE! CHE STRANO ESEMPLARE DI UOMO

Ottobre 14th, 2005

:-No ecco vedi Frank. Sei un ragazzo eccezionale. Carino, atletico, sportivo, dolce, sensibile, brillante, intelligente, propositivo, mai borioso. Con te non ci si stanca per la noia, non ci si stanca per l’eccesso. Sei il perfetto punto d’equilibrio. In più sei simpatico, divertente, un vero intrattenitore. Perché sai, dentro una relazione una donna vuole sempre avere i denti bianchi in bella vista. E poi che dire del tatto. Quella naturale capacità di esserci sempre, e riuscire allo stesso momento a non essere intrusivo. Diciamo poi anche che una certa stabilità economica non guasta. Una donna guardando al futuro, desidera anche sentirsi avvolta in due robuste e protettive braccia. E tu sei così ricco e ben affermato, conosciuto e rispettato in società. Ah gli amici ti adorano Frank. Li ho visti pendere dalle tue labbra ogni volta che aprivi bocca. Sei il fulcro della compagnia, la gente attorno rimane ammaliata dal tuo fascino. Li ho notati gli sguardi lascivi e provocatori delle altre donne. E ho sentito la soddisfazione montare fra le cosce sapendo che tu desideravi me. Che amante meraviglioso. Mi hai sfinita, svuotata, sbattuta come un fuscello. Esausta senza la forza di chiederti di smettere. Il marito che ogni moglie desidera. Il padre ideale per i figli che ogni madre è pronta a mettere al mondo.

:-Frank. Al termine di tutto questo, di queste emozioni che questi giorni con te, mi hanno inciso sulla pelle indelebili, e che ora ti ho elencato, forse tralasciandone qualcuna per quante sono, forse non riuscendo a materializzarle tutte a parole, perché non sempre un sentimento può diventare cartaceo, ecco, Frank, io vorrei…. Dio non posso più tenermelo dentro, lo sento traboccare e temo che quest’onda mi sommerga,…. io vorrei, è la cosa che più ora desidero al mondo, io vorrei che io e te si…

A questo punto, anzi, già qualche punto fa, il nostro Frank era già partito per la tangente.

Le parole di lei erano palesemente chiare.

Non davano adito a fraintendimenti no?

Sentiva di avercela finalmente fatta. L’aveva fatta capitolare.

Janeth. La ragazza che tutti desideravano. La più ammirata, la più affascinante, bella, completa e scopabile donna in circolazione.

Dio che schianto. Cristo che colpo.

Frank si vedeva finalmente suo. O lei era sua? Che importava? Erano! 

Si frequentavano da un po’, ma senza i termini dell’ufficialità pubblica. E senza di quella Frank sapeva che era tutto fumo e tutta polvere. Elementi che sarebbero potuti essere spazzati via dal più effimero alito di menzogna.

Ma mentre scorrevano le sue parole, lui, via via, un filo distratto, stava già mentalmente fotografando, sviluppando e inserendo nell’album, le istantanee della loro futura storia.

Lui e lei mano nella mano su sfondi da catalogo. Lui che le sfilava le mutandine. Lui che le slacciava il reggiseno. Lui e lei sotto le coperte.

In effetti era  stato un po’ monotematico come fotografo.

C’era anche una polaroid con loro due e un sacco di marmocchi. Ma era venuta mossa.

Stava semplicemente gongolando.

Aveva già digitato il numero degli amici, pronto, appena confermata, a comunicare loro la lieta novella.

Dio è risorto!

No. Frank è asceso in cielo. Un cielo in minigonna con due nuvole gonfie di.

Ce l’aveva sulla punta della lingua. E dai cocca. Dillo! Dillo!

In effetti in quel momento, sentimento, sensibilità e romanticismo erano andati momentaneamente a puttane. Ma si sa l’enfasi del successo ti da un po’ alla testa.

Frank era già completamente ubriaco di lei. O meglio della notizia. Le bollicine di anidride carbonica dello champagne ormonale, ostruivano l’accesso dell’ossigeno al cervello.

Aveva un numero imprecisato di embolie di momentanea incapacità di intendere e volere. Cristo. La sua prima, vera, legale, inconfutabile ragazza stava per chiedergli di.

:-Frank. Io,…. io vorrei che io e te si restasse amici.

Ahahaha cazzo. E’ pure spiritosa, pensò Frank.

Poi vide il suo sguardo accigliato. Dava una certa immagine di serietà. Devo aver capito male.

:-Scusa come hai detto?

:-Vorrei che rimanessimo amici Frank.

 Oh cazzo, miseria, morte e infamia. Porca, porchissima puttana.

:-E perché?

:-Perché tu sei troppo per me.

:-Troppo?Troppo che?

Troppo stronzo pensò Frank. Troppo grasso? Troppo poco cappellone? Troppo insensibile? Troppo assente? Troppo povero? Troppo poco dotato?Tutto quel che gli veniva in mente stonava con l’elenco di virtù che lei prima gli aveva elencato.

:-Troppo cosa scusa, le chiese?

:-Troppo Frank, troppo, troppo perfetto.

:-Oh porcaputtana! Questa è bella. E dove starebbe il problema?

:-Il problema è appunto che temo non ci sarebbero problemi.

Che fior fiore di risposta.

A questo punto dentro la testa di Frank, iniziarono a sorgere una serie di dubbi circa le facoltà mentali della sua amata.

Forse l’aveva un po’ sopravvalutata.

Forse non era andato abbastanza a fondo. In effetti per arrivare sul fondo, c’era da scavare per anni con tutto il ben di Dio che quella si portava addosso.

A quel punto dentro la testa di Frank, si stava anche apprestando una battaglia sensazionale (cioè di sensazioni, mica nulla di che).

Da un lato vi era l’ira funesta.

Da un lato vi era la nausea. Quel vuoto allo stomaco, quella assenza di fame, quella tosse bronchiale che ti coglie al momento di un rifiuto d’amore.

E quello per Frank non era il primo rifiuto, ma era la prima rovinosa caduta nei pressi del traguardo.

Praticamente lo striscione con la scritta arrivo gli era precipitato addosso.

Era in pietra, metallo e legno. Mica polivinilclorile.

Successe che la nausea vomitò sulle scarpe dell’ira.

E l’ira si incazzò ancor di più. E l’ebbe vinta.

:-Senti Janeth. Con tutto il cuore.

:-FA-FFA-NC-ULO!

(Ammettiamolo. Ci si aspettavo un finale diverso. Cioè, dopo tutta quella serie di sviolinate che lei gli aveva tirato. Ma, amici? Di quel tipo di amici un uomo ne ha sempre abbastanza. E si sa, vengono meglio con vestiti maschili. Una donna, l’uomo non lo sa fare, almeno che non vi sia naturalmente predisposta. E allora in quel caso potrà esservi l’eccezione, solo perché l’uomo, la collocherà tra le non papabili all’inseminazione. L’amicizia è roba per uomini. L’amore e il niente,  si fanno con le donne. O uno o l’altro. In questo caso non vi potevano essere compromessi. Povero il nostro Frank. Le donne avrebbe continuato a non capirle. A questo punto si poteva anche capirlo. D’altronde lui era troppo. Questa era veramente troppo)

 

21 Responses to “AH LE DONNE! CHE STRANO ESEMPLARE DI UOMO”

  1. Ariannasfire ha detto:

    are you woman enough to be my man? cantano i pearl jam …

    buonagiornata

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