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Rosabella and the Citizen cane.

Il primo potere.

BREVE TEORIA DELL’INVOLUZIONE.

Gennaio 23rd, 2009




Vè che son cose strane. Ho passato l’intera estate a bestemmiare tutto l’elenco dei santi dietro alle rondini. Ogni santa mattina – mattina verso le tre e trenta – si mettevano a concertare fuori dalla finestra della mia camera. Certe sinfonie. Che dico; un essere umano a quell’ora, c’ha il bisogno di dormire, possibilmente con le finestre aperte. Ma niente. Mi è toccata un’intera stagione a sudare l’anima, a rigirarmi nudo dentro al letto, barricato dietro le finestre sprangate. Che solo così gli schiamazzi arrivavano almeno affievoliti. Poi è successo che con gli inizi dell’inverno mi è venuto questo scrupolo di raccogliere le briciole dei pasti e metterle in un contenitore, sul balcone di quella stessa finestra. A favore di un qualche uccello affamato, devo essermi detto. Questi ultimi mesi non ha fatto che fioccare, un pasto comodo poteva venir comodo a ‘sti pennuti. Intendiamoci. Non so che razza di volati possano soggiornare nei mesi freddi al borgo, ma sicuramente non le rondini. Fortunatamente si son levate dalle palle in direzione dell’Africa: senno col cazzo che le nutrivo.

La cosa ridicola comunque, per l’avvilimento delle mie buone intenzioni, è che il contenitore e tutto il suo bendidio di amidi e carboidrati, dopo mesi, è lì, intatto, immacolato, come la prima mattina. Bistrattato alla faccia della crisi e della recessione. Le passere mi snobbano come al solito, seppur ogni mattina mi ostini a dimostrare loro la mia disinteressata generosità.

In una di queste ultime occasioni è capitato così che mi mettessi a riflettere su determinate cose inerenti all’argomento. Tipo. Ma quand’è che l’uomo, l’animale che millanta d’essere il più evoluto, inizia a dedicare le proprie attenzioni, non più ai suoi simili, ma bensì, – o almeno in egual quantitativo, a una qualsiasi palla di pelo? Ad un quadrupede? Ad un anfibio, per giunta nemmeno Dottor Martins?

Vi sono delle motivazioni plausibili perché gli affetti dèvino verso specie inferiori, diciamo, vecchi colleghi che non hanno ancora scoperto l’erezione a due zampe?

Sono sempre stato vagamente sospettoso delle persone che sembrano nutrire un amore sviscerato per un qualche animale, scordando completamente i loro simili. Che ce n’è di gente bisognosa. Prendiamo il sottoscritto ad esempio: nessuna che mi voglia lisciare la coda?

Non so se questo sia un ragionamento plausibile e con un contorno di fondamento. Sta di fatto che quando ti rendi effettivamente conto, che razza di coglione riesce ad essere l’homo sapiens, finisci per giustificare questa e altre scelte. Finisci per preferire una gatta con l’occhio sghembo al suo depilato padrone, un cavallo all’intero ippodromo, un pesce rosso ad un mare di gente.

La catena alimentare si ferma all’uomo, ne siamo il vertice e questa può essere la motivazione della stasi qualitativa e di un evidente inizio di regressione. Non abbiamo nessuno da cui difenderci se non la nostra stessa specie: a differenza degli altri animali possiamo dormire con entrambi gli occhi chiusi. Ma avere un predatore non ci farebbe che bene. L’abitudine a doverti sempre guardare dietro la punta della coda ti tiene prudente, attivo, vivo, reattivo, ingegnoso. Dalla sua supponenza l’uomo osserva tutti dall’alto, incauto di ciò che sembra mai succedere alle sue spalle. Si scivola in un pericoloso delirio di supremazia. Invaghito dall’idea del dominio ad ogni costo, l’essere umano vaneggia verso l’auto eliminazione, l’ultima e più eccitante avventura che gli è concessa. Sembriamo sempre più frequente essere sul punto di riuscirci con una certa facilità. Fin ora le morti giustificate e programamte ci concedono sufficiente sfogo, l’addomesticamento sembra reggere. Ma per quanto ancora?

Di tanto in tanto un qualche cane azzanna il suo miglior amico, preso da chissà quale pensiero. Dicono: la colpa è del padrone. Molto spesso avere certi uomini come padroni ti disturba davvero forte, in effetti. Ma attenzione. Siete bipedi. Non potete abbaiare, non potete mordere. Pisciate nella ceramica. Se fate i bravi forse poi vi mettiamo il guinzaglio e vi portiamo al parchetto. Non vi va? Silenzio e cuccia. E’ l’involuzione, baby.

3 Responses to “BREVE TEORIA DELL’INVOLUZIONE.”

  1. buonauscita ha detto:

    Se vuoi regalare un po’ di cibo ai pennuti, getta le briciole fuori dalla finestra, sparse per terra, se le tieni in un qls. contenitore, non se ne ciberanno mai!

  2. induttivo ha detto:

    ‘giorno maestro Mart …è proprio vero c’è un evidente inizio di regressione delle coscienze, facilmente addomesticabili quanto più si è vicini all’abbrutimento animale …di per me mi segnalo “l’erezione a due zampe” 😉 dovrebbe essere un fatto che ci distingue

  3. anonimo ha detto:

    Ciao da Maria

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