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Rosabella and the Citizen cane.

Il primo potere.

Ciobar, orgoglio e budino.

gennaio 18th, 2012

Qui pare proprio che notizie ed eventi recenti stiano cercando di prendermi per demoralizzazione. Vi dirò una cosa: ci riescono senza particolare sforzo. Zucchino mi ha piantato solo nel pub con Sbuffo per un buon venti minuti per andare a farsi fare un pompino dalla sua amichetta, Florina, la ragazza dalle dubbie origini. In macchina nel parcheggio, suppongo. Quando torna, mi fa ben presente due volte che deve andare in bagno a sistemarsi. Florina ha il tipico buongusto delle tipe dell’est, vestiti di marca sgargianti e dai grandi loghi, trucco pesante, e intimo da bordello di serie C ben in vista. Mi ha detto che sono troppo magro e mentre guardavo il rotolone dei suoi fianchi che trabordava dalla maglietta di nylon nero e dalla felpa Baci e Abbracci, le ho dato ragione: sono effettivamente tre chili sotto il peso forma.
Rimanere soli con Sbuffo è come trovarsi in macchina a riaccompagnare la ragazza con la quale hai appena rotto: gelo ed interminabili silenzi e voglia di una pattuglia con l’alcoltest che ti ritiri anche i calzini. Sbuffo è campione mondiale di scontrosità da svariati anni, più o meno da quando la dieta del finocchio bollito e il fanatismo da maratoneta gli hanno fatto perdere i sessanta chili di troppo ma anche il buonumore tipico dei ciccioni. Mariagrazia, la ragazza lavatrice sua prima e unica fidanzata, l’anno scorso è resistita tre mesi e poi se ne è tornata rapidamente nella Capitale, a cercare nell’internet altri uomini, possibilmente migliori e mi auguro, al suo pari, bonariamente sovrappeso. A quanto pare, per farla acclimatare ed inserire nel solare Trentino, Sbuffo la abbandonava interminabili sere a casa con la madre per correre ad allenarsi. Raramente, preso da gran galanteria, la usciva nelle più evitate pizzerie dei sobborghi.
Donne, è arrivato l’arrotino dei vostri peggiori incubi!
Eppure a quanto pare, la fortuna ha immediatamente ripreso a sorridere a Sbuffo. E si vede che se lo è meritato, mi vien da pensare, mentre bestemmio l’ingiustizia! Sua Scontrosità ci svela aver rimorchiato nell’ultima settimana, una tizia dalle lunghe leve al reparto bricolage dei grandi magazzini  e una sorta di ninfomane in una qualche chat locale.
Troppa grazia ed invidia puttana!
La tizia dalle lunghe leve che lo mette in soggezione per via del metro e ottanta di cosce tornite, lo ha approcciato con la scusa di una dritta su una mensola, e tempo qualche giorno, tra caffè e cene a casa di lei, pare abbiano già pianificato una gita pasquale. Tenerelli! Io e Zucchino ci siamo guardati pensando che la vita è indiscutibilmente iniqua. La ninfomane dal canto suo, pare che dopo aver professato la sua passione per il sesso ad oltranza, si sia inviperita per via dei riferimenti alla necessità del sentimento da parte di Sbuffo. Così oltraggiata nei suoi valori è scomparsa, salvo poi, dopo due giorni, tornare pentita e autofustigata, con tanto di scuse e di mi sei mancato. Io e Zucchino ci siamo guardati pensando che la vita è indiscutibilmente priva di senno. Sbuffo, evidentemente anabolizzato dalla grazia del periodo, ci dice aver fatto il sostenuto e il distaccato, attizzando i nostri insulti interiori.
Io, che non ricevo un messaggio da una ragazza dall’ultima fioritura e che quando entro in piscina, invece di dividere le acque, faccio misteriosamente uscire tutte le ragazze dalle corsie, io, preso in mezzo alle  smargiassàte e alle vacche grasse di questi due ex verginelli, , bè, come dire, devo per lo meno dar fondo a tutta la mia razionalità per non iniziare a credere in qualche ritorsione divina o soprannaturale nei miei confronti, e rimanere, saldo per quanto possibile.
Passo le giornate ad osservare il pallino  – verde attivo –  della chat di Claudia, cercando di indurlo a parlarmi con la forza della mente o di scrutarlo come una sfera magica capace di ogni risposta. Ma non diventa trasparente manco a passarci il Vetril e non c’è segnale, manco la Rai. Lo fisso da mesi ogni qual volta è connessa ma niente: solo se lo prendo fra le dita, lo agito e lo rigiro, allora inizia a cadere la neve sopra le montagne, e allora è ancora peggio. Le montagne sono la mia rovina perché quasi tutti i ricordi delle picche che Claudia mi ha rifilato nel tempo, sono legati alle montagne. Anche tutte le ipotizzate avventure da farsi insieme e mai realizzate che mi sono state proposte con entusiasmo e cadenza ciclica ad ogni riapparire, erano in gran parte legate alle maledette montagne.
Fossi nato a Bibione cazzo!
Non so spiegarmi quali corde abbia toccato Claudia per rendersi così indelebile e perdonabile, sopra i pacchi dell’ultimo minuto, le mancate risposte, le scuse bizzarre, sopra il terribile Ti Stimo di un messaggio di capodanno, sopra l’evidenza di un interesse appena accennato e dovuto per via di un innato buonismo e di una disponibilità cronica. Semplicemente, le persone interessanti si stanno rarefacendo e quando entrano nel tuo campo d’azione, se hai ancora la sensibilità di riconoscerle, l’istinto dice di provare ad intercettarle. E’ una sorta di pionierismo, una corsa all’ultimo oro del Klondike. Il problema di base è che l’oro continua a interessare a tutti. Io in genere mi rendo conto e prendo conferma dell’importanza di una ragazza quando non riesco ad affrontare l’argomento del suo stato sentimentale e a farci le fantasie sconce: succede così raramente che potrebbe farsi legge matematica, da tanto è garantito. Chissà che ne direbbe Sigmundo.
Ho dismesso le comunicazioni con Claudia da un tot di tempo, arreso con un tempismo comunque tardivo al suo essere irraggiungibile sotto qualsiasi forma ed intensità, e votato alla salvaguardia della mia sanità emotiva. Il silenzio è indubbiamente spesso fragoroso ma mai preferibile alle potenzialità del linguaggio. In questo caso si sta rivelando pure del tutto privo di scopo, in quanto ad ogni sguardo, non vi sono che orizzonti frastagliati a suggerire. L’unico che non suggerisce è il pallino verde, che si guarda bene dal darmi una direttrice che sia una. Ma una Nastas’ja Filippovna prima o poi ci tocca a tutti, forse in ultima pagina Dostoevskij caccerà una dritta. Vivessi a Bibione, certo forse risolverei qualche problema di orizzonte perlomeno. Forse mi ci farò portare da Zucchino.
Zucchino adesso che gli gira bene a figa dopo un trentennio di carestia, non si può esimere dal farlo sapere al mondo, non risparmiandosi in dettagli e ingigantendo in proporzioni e qualità, qualsiasi accadimento. Ormai si è nominato a mio nume tutelare e maestro di vita in campo di donne: io mi posso limitare solo a correggere la sua postura e la sua tecnica nel gioco delle freccette, e dato che non accenna a nessun miglioramento, a stracciarlo quasi regolarmente, prendendomi delle misere rivincite. Mi dice cose tipo,  – “è impegnativo averne tre per le mani” – , oppure, – “bisogna essere irriverenti, buttare sempre lì la battutina”. E ancora, – “guarda che le donne, vogliono quello che vogliamo noi”. Ma soprattutto, – “Ah ieri, siamo andati a fare un giro. L’ho scopata tre volte: una all’andata e una al ritorno”.
E a me francamente continuano a non tornare i conti.

One Response to “Ciobar, orgoglio e budino.”

  1. pista ha detto:

    smettiamola con ‘sti racconti lunghi,che la gente ormai non legge piu’.

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