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Rosabella and the Citizen cane.

Il primo potere.

EFFETTI COLLATERALI DI UNA BANALE ECLISSI

Marzo 30th, 2006

Alle falde del Kilimangiaro, seduto con le gambe incrociate all’esterno della propria capanna, l’ombra dell’erba alta ormai sopra il metro e cinquanta che gettava un cono di frescura che arrivava giust’appunto casualmente all’altezza del suo capo nero e lucente, Makina aveva qualche problema con l’indirizzo SMPT del suo account di posta elettronica.

Quest’intoppo, al quale il servizio di assistenza on line non era ancora riuscito a porre rimedio, impediva al suo nuovissimo portatile Panasonic in alluminio (solo 1,375 kg di peso) di inviare a Safla Kamini, la sua socia-fidanzata-partner, il filmato mpeg che tanto impazientemente attendeva, e che avevano realizzato la sera prima con la webcam a trasmissione bluethooth di nuova generazione che si erano regalati durante il loro ultimo viaggio d’affari nella capitale.

Il sito web privato a pagamento con le loro performance  porno erotiche faceva faville.

L’elenco dei client che comunicavano il loro numero di carta di credito per garantirsi l’accesso all’area soci, aumentava di giorno in giorno. Nei comment all’ultimo video, un MMM+F  di 132 minuti in qualità dvd digitale con suono dolby in cui Safla Kamini era stata semplicemente stoica nella sua resistenza, Yruna King ammetteva che dall’avvento della tecnologia, aveva già rischiato di farsi sbranare da un leone per ben tre volte, perché la fretta di tornarsene a casa davanti al pc dopo la caccia, spesso gli faceva scordare le più banali norme e cautele di sicurezza da tenere in mezzo alla savana. Sulla stessa linea d’onda Jambo Tenassi, ringraziava con calore i proprietari del sito, perché dopo una giornata intera passata a programmare le nuove reti locali dei villaggi, che uno dopo l’altro stavano completando la folle corsa all’informatizzazione, un bel film a luci rosse era quanto di meglio per rilassarsi. Naturalmente non solo la pornografia era in fortissima espansione. La IKS S.p.A. (Intelligent Killing Strategy) aveva ormai messo sul mercato, più di dieci software con strategie di caccia, specifiche per esemplare, stagione, area morfologica e rischio desiderato. I cacciatori ne andavano letteralmente pazzi e, anche grazie all’istant messaging, le battute di caccia erano diventate più un gioco di strategia, che una lotta per la sopravvivenza. Naturalmente, il boom tecnologico, aveva portato i suoi vantaggi, in tutti i campi. Dall’agricoltura alla pastorizia. I greggi erano controllati via onde radio. I pastori Masai seguivano la stagione delle piogge, controllando le previsioni meteo inviate dai satelliti e orientandosi con i più precisi navigatori portatili.

L’Africa dei contrasti, era ancor più l’Africa dei contrasti. I bambini ascoltavano il ruggito dei leoni, negli auricolari del loro I-Pod.

Nell’occidente, allo stesso momento, Jahmes Lee Donton, un broker della Borsa di Londra stava tentando di acquistare una partita di azioni della B.P.C, Bird Post Company, una compagnia postale in forte ascesa, che assicurava spedizioni di messaggi cartacei a qualsiasi destinazione entro trenta giorni, mediante l’utilizzo di una speciale razza di piccioni viaggiatori.

Il problema era che il Sig. Donton, non ricordava più l’alfabeto numerico dei tamburi di segnalazione.

Cinquecento azioni erano colpo-colpo-spazio-colpo o spazio-colpo-spazio-spazio-colpo?

Avrebbe dovuto chiedere informazioni al suo amico Nash, Nash Stevens, che lavorava negli uffici della City alla fine dell’isolato. Ma aveva calcolato che nel tempo che avrebbe impiegato a cercare un fattorino a cavallo, scrivere il messaggio e attendere la risposta, la Borsa avrebbe chiuso. La scomparsa delle tecnologie era stato un vero colpo al cuore, non solo dell’economia, ma degli stessi rapporti interpersonali. Jahmes non sentiva Catrinha, la sua ragazza di Liverpool, dal giorno del black out. Comunicazione e trasporti erano ancora bloccati.

Tutto il software era finito in delete, senza passare per il cestino.

Jahmes aveva anche voglia e bisogno di una donna. La sera prima era uscito per locali. Ma le forniture elettriche scarseggiavano ancora e non vi era quasi nessuno in circolazione. I club erano silenziosi e i dj erano alla ricerca dei vecchi vinili e nastri, unici residui del bagaglio musicale, per il resto andato perduto. La società era momentaneamente basata sugli accordi verbali e sulla memoria reciproca. Tutto ciò che non avesse una forma scritta cartacea, poteva ipoteticamente essere dichiarato nullo.

Jahmes pensò che cosa ne sarebbe stato delle rate mancanti del suo finanziamento per l’attico in Time Square. Quante erano. Dieci, venti, trenta? La banca aveva un archiviazione cartacea? E le sue centotrentasettemila sterline del conto. Dove erano?Esistevano ancora?

Nel frattempo, su al centro di controllo, God Junior, stava controllando la camicia bianca, imbrattata di chetchup.

Cristo Santo, penso! Vabbè, scusa Pa’! Chissà se mamma riuscirà a toglierla! Lei non è che faccia questi gran miracoli in genere.

Certo quel black out durante la pausa pranzo proprio non ci voleva proprio!

Chissà che è stato?

Al buio con tutti questi cavi sul pavimento c’è il rischio di ammazzarsi. Tra l’altro spero di aver rimesso i jack che avevo staccato inciampando, al posto giusto.

Magari poi darò una controllata sul manuale di montaggio di papà. Anche se giù per la verità mi pare tutto in ordine…

16 Responses to “EFFETTI COLLATERALI DI UNA BANALE ECLISSI”

  1. Smokestar ha detto:

    Hai ragione anonimo…vergogEno!!!

  2. anonimo ha detto:

    passeno da milano senza nemmeno salutare,vergogneno!

    pista

  3. anonimo ha detto:

    buongiorno mart,muoieno dalla voglia di lavorare oggi…

    pista

  4. silocchidigatto ha detto:

    ma t’immagini se fosse così per davvero? che assurdità legittima e dovuta, per il terzo mondo! buon giorno mio caro. come sempre, geniale nelle tue soluzioni improbabili.

  5. anonimo ha detto:

    era ora!!!

    buongiorno!

    pista

  6. boxroom ha detto:

    Buona settimana da mousepad a striscia pedonale……..

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