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Rosabella and the Citizen cane.

Il primo potere.

ERA FINITA QUANDO I TEDESCHI BOMBARDARONO PEARL HARBOR? COL CAZZO CHE ERA FINITA!

Gennaio 8th, 2008

La solitudine non è affatto disprezzabile quando si dispone di un comodo divano, libri, musica, materiale pornografico a sufficienza e soprattutto si va abbastanza d’accordo con se stessi. Io mi trovo un tipo in gamba, non invadente, a tratti brillante, silenzioso o loquace il dovuto. Modesto soprattutto. A volte mi giro e rigiro a letto la notte, ho delle pantofole orribili; questo mi da un po’ fastidio, ma non siamo mica sposati. D’altronde nessuno è perfetto. Pensate alla Madonna; a volte anche lei sbaglia un disco. Se vogliamo entrare nei dettagli, il mio miglior pregio è di non lasciare capelli nel lavandino: i miei dovrebbero già essere tutti arrivati al mare. La mia nuova casa ha delle pareti bianche, altre rosse, i pavimenti scuri sono una festa per la polvere. E’ incredibile di quante piccole inutili particelle si possa riempire un monolocale: milioni. Come vedere la Cina dal satellite. Sto diventando una massaia indefessa, lavo aspiro strofino disinfetto come passatempo. Poi torno sul divano a fare briciole. Controllo che ogni oggetto in sovrapposizione sia ben allineato con il sottostante. La tovaglietta con il tavolo, i telecomandi con il mobile, il libro con il comodino, io simmetrico rispetto al letto. E’ una questione puramente visivo estetica. Chissà che ne direbbe Sigmundo di questa ossessione/fobia/paranoia. Forse risolveremmo tutto con una bella riga di coca. Forse mi avrebbe fatto stendere sul divano e io gli avrei chiesto un dito di Laphoraig e una puntata di Heimat. Dottore, ho difficoltà a relazionare con i cretini e il mondo ne è pieno. Il mio amico Cioran diceva che il lavoro ci è necessario per tenere distratta la mente dal tedio della vita, oltre che per sopravvivere. In linea generale concordo; riempire le giornate al paese può risultare un impresa. La vita è un modulo prestampato in fondo al quale si possono solo mettere data e firma, il mese di febbraio è il più noioso di tutti. Ma per l’intero periodo natalizio sono riuscito a resistere senza dedicarmi ad alcuna attività. Fuori a volte cadeva del nevischio, perfino i fiocchi sembravano restii a stendersi sul selciato del borgo. Li ho visti volteggiare e seguire ogni giro possibile di vento pur di ritardare la caduta. Era una neve silenziosa una volta al suolo ma nella discesa ultrasuoni di disperazione. Ho vinto il tedio dedicandomi alla cura della mia abitazione come a difesa di un diritto di proprietà. Il comunismo continua ad essere un utopia per il fatto che le disponibilità individuali sono rade e ogni conquista va pagata col sangue. E quando sei smunto come una mucca chi te lo fa fare di farti ancora strizzare le tette. Il comunismo fra poveri prevede solo lo scambio di saluti e reciproche scorrettezze. E’ tutto quello che si può dare. Volevo andare a vivere in città ed invece mi sono ancor più isolato dentro al borgo. Non c’è che dire, sono molto coerente da questo punto di vista; se uno ha freddo che fa? Si copre poi maledice Gesù Cristo. A capo d’anno un marmocchio di quindici mesi è entrato dentro casa mia. A me i bambini piace solo concepirli con precauzione. Non lo avrei mai fatto entrare, ma al videocitofono non lo vedevo e così ho creduto fosse la Donna Invisibile. L’ho fatta salire: che ingenuo! Il moccioso era accompagnato dai genitori e per non sembrare troppo scontroso gli ho dato una pralina al cioccolato scaduta. Non mi ha nemmeno detto grazie, solo mamm- mma. A me i bambini non piacciono perché non c’è possibilità di dialogo: è già così difficile ragionare con gli adulti, figuriamoci trovare la pazienza per uno che non può ancora bere alcolici. In ogni modo dopo un minuto il moccioso aveva tutto il cioccolato bel sciolto su entrambe le mani e con la sua andatura ancora ubriaca pericolosamente si avvicinava alle mie immacolate pareti bianche. Ho creduto di svenire, ho chiuso gli occhi e in sogno mi è apparsa la pubblicità del dentrificio sbiancante. Sono stati dei minuti lunghissimi. Poi approfittando della naturale distrazione dei genitori ho preso il pargolo in un angolo con il vecchio trucco degli zuccherini. Lasciate che i bambini vengano a me. Che cosa ne pensi della repressione degli istinti dell’eros che la società perpetra al fine dell’ordine e del controllo?, gli ho chiesto. Cercavo di tenerlo impegnato, lontano dalle pareti. Lui è sembrato interessato. Si è accovacciato, l’ho sentito sforzarsi. Ha riempito il pannolone di cacca. Deve essere stata la sua prima metafora.

12 Responses to “ERA FINITA QUANDO I TEDESCHI BOMBARDARONO PEARL HARBOR? COL CAZZO CHE ERA FINITA!”

  1. anonimo ha detto:

    intanto nel mio paesello non c’era un filo di nebbia stamattina e poi le bambine erano simpatiche come il mal di denti….la più grande come 2 mal di denti!

    ab

  2. anonimo ha detto:

    buongiorno! no, volevio dirti che poi sabato ho fatto tutto lo sbattimento per i regali e non li dovevo fare perchè la cena era il nostro regalo di natale!……io nn lo sapevo e ho messo in imbarazzo tutti con i miei regalini e io pure ero in imbarazzo, ecco!

    vabbè, buona giornata se possibile 🙂

    ab

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