Crea sito
 
Rosabella and the Citizen cane.

Il primo potere.

GRAZIE LUISA!

Febbraio 7th, 2007

Da:            Luisa Giordani [email protected]
Inviato:   martedì 6 febbraio 2007 20.33.38
A:              [email protected]
Oggetto:   messaggio

Hey ciao!
Come stai? A letto riesci a darle quel che si merita?
Se le tue prestazioni sono scadenti,
ma anche se vuoi farlo per ore,
http://snipurl.com/19f1g
Si tratta di un rimedio naturale, privo delle controindicazioni
dei farmaci, non serve la ricetta, e poi costa pochissimo!
Ce l’hai piccolo?
Accedi e guarda in alto!
Ti saluto e a presto!
Ciao ciao.

16 Responses to “GRAZIE LUISA!”

  1. assodifiore ha detto:

    hahahahahahah!

    arrivano di continuo anche a me…

    non hanno ancora capito che sono una donna!

    😀

  2. induttivo ha detto:

    Urca, tradito da splinder! l’anonimo ero io

    ma che fil si sta’ a veè Pista …da brivido

  3. anonimo ha detto:

    ‘giorno Mart

    😉 non me ne parlare, tra un po’ saro’ re-immerso in grande rottura,

    adesso mi segno il link qua e lo spedisco al capo…

  4. pista ha detto:

    mart,perchè non vieni anche tu a vedere questo film:

    Trattoristi (I. Pyr’ev) v.o. sott. it. *

    della rassegna: Storia segreta del cinema russo

    ti aspetto?

  5. anonimo ha detto:

    una seratona,ieri sera!

    pista

  6. anonimo ha detto:

    vava che bel film:

    L’uomo senza passato

    (Mies vailla menneisyyttä)

    Un film di Aki Kaurismäki . Con Markku Peltola, Kati Outinen, Annikki Tahti, Juhani Niemela, Kaija Pakarinen, Sakari Kuosmanen, Outi Maenpaa, Pertti Sveholm, Aino Seppo, Joona Karastie, Aarre Karen. Genere Drammatico, colore, 97 minuti. Produzione Finlandia 2002.

    Dizionari Critica Pubblico Media Forum Asta

    Tullio Kezich (Il Corriere della Sera) –

    Arrivato in treno a Helsinki, un personaggio chiamato nel copione M. (il bravo Markku Peltola) viene bastonato senza ragione da tre teppisti e si risveglia dal coma privo di memoria. Pian piano L’uomo senza passato trova modo di sistemarsi in una baracca con l’orto, il juke-box e il cane e si accinge a intraprendere una vita nuova come Il fu Mattia Pascal (ma si potrebbero citare ulteriori precedenti: Siegfried di Giraudoux, Il viaggiatore senza bagagli di Anouilh). La differenza è che nel film di Aki Kaurismäki (un successo plebiscitario a Cannes, coronato dal premio della giuria) la creazione dell'”uomo nuovo” non rappresenta un progetto eccentrico e provocatorio, come nel romanzo di Pirandello, ma un tentativo di sopravvivenza. Su Le Figaro Dominique Borde ha scritto: “I marxisti pensavano: non potendo cambiare l’uomo, cambiamo il mondo. Kaurismäki rovescia il postulato: cambiamo l’uomo e miglioreremo il mondo”. Però su questo punto il finlandese è scettico, come si legge in un’intervista a Positiv: “Nel mondo non vedo nessun avvenire”. Amabile e graffiante nel suo anarchismo, ammiratore dichiarato dell’opera di Frank Capra, l’autore si esprime nelle forme della commedia e indica una via di salvezza nel sentimento di lealtà che lega reciprocamente i perdenti. Gli vanno bene anche gli inni dell’Esercito della salvezza, purché i suonatori, dei quali M. diventa il manager, imparino ad eseguirli a ritmo di rock and roll. Militante nella schiera benefica (e qui c’è forse un ricordo di Il maggiore Barbara di G.B. Shaw) appare Irma (ovvero l’intensa Kati Outinen). Lo smemorato ne fa la propria compagna e proprio quando tutto sembra aggiustarsi il passato ritorna tramite l’incontro con lo strano rapinatore di una banca. Si tratta di un piccolo industriale fallito, che prima di suicidarsi affida i denari della refurtiva al protagonista perché li distribuisca in forma di risarcimento ai suoi dipendenti. Nel frangente M. scopre di avere moglie e si sente dolorosamente in obbligo di lasciare Irma e tornare a casa. Per suo e nostro conforto, di scoperta in scoperta, cambierà idea. Fra le curiosità di L’uomo senza passato, che per il classico equilibrio del racconto costituisce un punto d’arrivo del cinema d i Kaurismäki, c’è da mettere la presenza nella parte del comandante dell’Esercito della salvezza di Annikki Tahti. Popolarissima in Finlandia, la cantante si esibisce nel suo cavallo di battaglia, Ricorda Monrepos, un’evocazione della Carelia persa durante la Seconda guerra. È un tocco bizzarro, come se un regista italiano in vena di nostalgie patriottiche recuperasse il motivo di Vola colomba.

    Da Il Corriere della Sera, 7 dicembre 2002

    pistazza

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

Powered by WordPress. Theme by Sash Lewis.