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Rosabella and the Citizen cane.

Il primo potere.

IT'S JUST AN ILLUSION

Marzo 1st, 2005

I nostri occhi si incontrano nel buio della discoteca. Tra flash di luci ritmati, che rischiarano la notte interna.

Si riconoscono nella distanza, filtrati attraverso nasi, bocche e altri occhi, capelli, mani al cielo e orecchie.

Nel movimento generale e incontrollato, loro rimangono fissi, sospesi nel vuoto a mezz’aria, come quattro unità aliene luminose, in una pioggia di meteoriti.

Ci attiriamo come poli opposti di calamita, fino ad aderire perfettamente, le nostre superfici lisce. Gli ostacoli tra di noi, svaniscono sbriciolati, dalla pressione della nostra naturale e improvvisa necessità di unione mentale e fisica.

Ce la ho di fronte. La allontano leggermente, tenendole le mani, strette per le dita affusolate.

Creo una distanza, per poterla materializzare alla vista.

La sua presenza fisica, è respirabile nell’aria.

Sharon.

La definizione della perfezione.

Parto dal pavimento e risalgo al soffitto. Il suo corpo non ha limiti fissi alla mia vista.

Le gambe lunghissime e affusolate, come uno stelo di tulipano, finiscono in un sederino che spunta sporgente dal nulla, come la montagna rossa di Ayers Rock in Australia.

La pancia piattissima esplode, molto sopra il dovuto, in due tette orizzontali marmoree, alte e resistenti alla gravità, fino quasi a toccare sul mento.

La stringo forte a me, non riuscendo però, ad annullare quell’ultima distanza separatrice.

La bocca è una fragola carnosa e rossa che non posso non mordere, mentre chiudo gli occhi, timoroso dell’azzurro troppo intenso dei suo occhi, come precipitando dentro il fondo gelido, di un laghetto alpino dalle acque immacolate.

Le sue ciglia nere e lunghissime, sembrano salici, piegati a protezione, sopra le acque turchesi.

La pelle del volto, e’ ambrata come in piena estate, liscia e vellutata come una sciarpa di seta.

Affondo le mani nei suoi capelli lunghi e ricci, morbidi e profumati, ma scossi come una criniera selvaggia.

Lei mi stuzzica le labbra con un’unghia lunghissima ed affilata, laccata di rosso.

:-Ti voglio..mi dice.

Mi guardo in giro, osservando con dubbio, a chi si stia riferendo.

:-Chi io ?…le faccio, indicandomi con un dito.

:-Sì, sì …mi fa con uno sguardo provocante e osceno da pornostar e una voce sensuale da Jessica Rabbit.

La osservo. Mi sembra parecchio sobria. Se non è sbronza, o è cieca o si è sciolta ogni facoltà mentale nell’acido.

:-Scusa, che ti sei mangiata tutta la fabbrica dell’ecstasy?

:-Hi hi, oltre che carino sei anche simpatico …mi fa.

Mi tira a se infilandomi l’indice dentro il colletto.

:-Andiamo da te o da me?

:-Meglio da te, che da me ci sono i miei.

:-Ahh…i tuoi sono ospiti da te in vacanza?

:-Ehm..no, più che altro sono io in vacanza da loro…da una vita.

:- Ahhh..carino però……..non l’ho mica capita.

:-Non ha importanza! Andiamo ?

 

 

:-Mettiti comodo di là in camera da letto. Mi do una rinfrescata e sono da te.

Mentre mi spoglio e mi infilo sotto le lenzuola, fantastico immagini eccitanti di lei sotto la doccia, che scroscia come una pioggia autunnale sui vetri, fuori nel silenzio del soggiorno, attraverso la porta aperta.

Non pensare..mi dico.

Non rovinarti la sorpresa.

Poi il silenzio del rubinetto chiuso, una porta che si apre, aromi fruttati di gel doccia portati su nuvole di vapore caldo fino alle mie narici, passi silenziosi di piedi nudi in avvicinamento sul pavimento in legno, la sua ombra che fa capolino nell’arco di luce dell’ingresso.

Trattengo il respiro.

Chiudo gli occhi.

Poi LEI.

:-Oh cazzo.

Dalla doccia deve essere uscita qualcun’altra. Forse sua madre. O forse sua nonna.

Mi stropiccio gli occhi.

Effettivamente è LEI.

Solo che…..

 

Senza le scarpe con dodici centimetri di tacco.

Senza i jeans aderenti di due taglie in meno.

Senza le calze contenitive.

Senza lo slip push up alza chiappe.

Senza la crema anti buccia d’arancia.

Senza il bustino anti pancia.

Senza il reggiseno a balconcino effetto ultra sostegno.

Senza le coppe invisibili di silicone regala taglie.

Senza le extension ai capelli.

Senza le ciglia finte.

Senza le lenti colorate per gli occhi.

Senza il rossetto effetto gomma.

Senza il trucco.

Senza la crema antirughe “ho dieci anni in meno”

Senza le unghie finte.

 

…..bhè…era tutta un’altra cosa.

Non è che fosse brutta.

E’ che la bellezza è un’altra cosa.

La delusione mi è montata dentro.

Come quando da piccolo, passavo giornate intere al campetto a provare i tiri ad effetto di Holly&Benji, senza riuscire a scalfire il muro in cemento e far uscire le crepe.

O come quando, dopo aver letto centinaia di Topolino e di raccolte Disney, non sono ancora riuscito a capire di chi cazzo sono figli Qui Quo e Qua.

O come quando pochi giorni fa, ho scoperto che Alessia Fabiani non è più vergine.

 

:-Sorpreso?… mi fa

:-Ehm, si….non me lo aspettavo. ( ma che fai…Mago Silvan di cognome?)

:-Eh lo so, ho pensato che tutta nuda avrebbe fatto più effetto.

:- (Sapessi che effetto. Mi hai lasciato senza parole come un pugno nello stomaco tirato da Tyson) Fantastico! Ora potresti spegnere la luce che mi vergogno?

 

Click.

Ora va meglio.

Solo che, saranno la delusione e lo smontamento della libido, causati dalla trasformazione magica, ma qualcosa di me, non ne vuol sapere di funzionare.

E allora LEI, che è un illusionista coi fiocchi, completa la magia.

Si mette ad ansimare come in preda a febbri malariche, a respirare affannosamente come uno sci-alpinista in cima all’Everest, a gemere come una mamma in sala parto. Scuote la testa a destra e a sinistra come se la stessero prendendo a ceffoni, rantola come un malavitoso riempito di piombo dai sicari, si produce in avvitamenti da contorsionista e mi sussurra frasi oscene nelle orecchie mentre me le mordicchia.

Un orgasmo simulato da cartellino rosso, roba che non potrebbe passare inosservato, neanche ad un arbitro filo juventino.

Alla fine lei mi crolla addosso finto esausta, come un infartuato in mezzo alla strada.

Dopo un po’ comincia a russare forte e fastidioso.

Penso che potrei utilizzare un piccolo trucco anche io, l’unico a mia disposizione. Un  pastiglione formato famiglia di viagra. E farla stare zitta sul serio.

La guardo, lì, con tutti i suoi trucchi tirati fuori dal cilindro, e preferisco mettermi rannicchiato in un angolino buono buono.

 

La mattina mi sveglio, accecato da un raggio di sole che filtra, attraverso una fessura difettosa della persiana.

LEI non c’è. Si è già alzata.

Sul comodino un bigliettino.

 

“Questa notte sei stato fantastico.

Sono uscita per una commissione.

Torno presto. Un bacio.

Tua.

Beata Mariaclara”

 

 

:-Cazzo.

Nemmeno il nome era vero.

 

14 Responses to “IT'S JUST AN ILLUSION”

  1. SirenVoice ha detto:

    Ottimo lavoro. Mi piace…Ale

  2. boxroom ha detto:

    che sfiga.

  3. boxroom ha detto:

    Grande! Senti,se tra i regali ti avanza chessò.. un soggiorno di due settimane ai caraibi me lo cedi?

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