Crea sito
 
Rosabella and the Citizen cane.

Il primo potere.

OCEAN SEVENTEEN

Febbraio 27th, 2006

George Clooney è un tipo okkey credimi. Cioè un tipo fico al punto giusto capisci? Quelli col mascellone e la mezza barba, hanno sempre questo tipo di successo. Roba che ti vien voglia di piantargli le mani in mezzo alla faccia, tirargli le guance come un elastico e poi piazzargli una testata in mezzo agli occhi per vedere se  continuano ad avere il ghigno vincente. E il bello è che si. Lo mantengono sia che butti male, che bene. Gli va storta poche volte per la verità a quelli. Ma. Comunque tipo una specie di paresi fortunata ci hanno. Quella gente li c’ha sempre il self control attivato. Com’è che son finito sull’argomento? Tra l’altro il pericolo di questi tipi qui è che ad esempio, che ne so, se gli vien voglia di slinguarsi la tua fidanzata, eh lo fanno e poi te lo chiedono. Bè la tua ragazza ovviamente ci è stata di gran gusto, quindi ti tocca pure fare il pesce. E rassegnato. Da quel lato vincono sempre. Non so, magari te avrai qualche altra qualità capito, ma loro hanno il fascino della faccia tosta e della presenza e con quella, la gente salta fuori anche dai bagni per fartela fare se ti scappa di fretta. Comunque dicevo, il tipo qua è molto ganzo e gode di tutto il mio rispetto.

Se ti chiederai da dove ora mi salta fuori la fissa del divo di Hollywood, bè che ti devo dire. Mi è venuto un po’ d’amore per la cinefilia. Cinofilia? Che cazzo. Quelli che sono appassionati di film insomma, tipo che ne so, quelli che si vedono tutte le settimane i grandi classici o che magari si guardano quei cortometraggi sfigati che a mezzo mondo fanno cagare e invece per loro è un capolavoro. Cioè del tipo come funziona con la musica. Ci sono quelli che hanno tutti i vinili di questo o quell’altro, che sanno vent’anni di musica come una bibbia o che ascoltano le robe di nicchia.

Ecco a me non andava di stare nella mia ignoranza di non sapere ne dell’uno ne dell’altro, o meglio ci sarei potuto anche stare, ma con le donne fa un sacco fico e così allora capito no, ho iniziato a farmi un po’ una cultura. Capita che ti prendo allora con tanto di tessera del noleggio un film a caso di sto tipo e zac, fulminazione, questo che ti fa? Una rapina in banca con le contropalle. Una roba troppo perfetta, organizzata al dettaglio e con una cifra di esperti del settore e comunque sempre con un tot di raffinatezza ed eleganza. Oh mi ha spaccato. Folgorato.

Cioè mi son detto. No guardati. Non è che sei da buttare, ma il successo con sta faccia, non te lo fanno fare. Troppo, troppo, troppo rozza cazzo. Così ho ragionato. Cos’è quell’altra roba che se non ci hai la bella presenza, ti fa comunque viaggiare alla grande e stare sempre su? La droga? No, la droga no, fratello. I soldi intendevo, la grana! Cioè diciamocelo, se non ci hai magari un granché di stile, un portafoglio bello gonfio va bene uguale. Del tipo. Guardati in giro bello. Chi è che tiene in mano il successo, la ribalta? Sono quelli con il potere economico cristo iddio! Quelli con la money. La gente con i bigliettoni si dipinge la figheria che non ha sulle chiappe della faccia. Si compra le amicizie importanti, le donne con le tette grosse, il sesso, l’impunità, il rispetto, la fedina penale immacolata, garantisce la sicurezza per se e ha potere di morte sugli altri. Ciccio, lo sai. Il denaro è il dio dei tempi moderni. Cioè a lui dovrebbero fargli le chiese e i monumenti e inginocchiarsi e temerlo e ringraziarlo. Mica a quegli altri li, che poi guardali, a parte che non scuciono una lira, finisce che si fanno la guerra uno contro l’altro, solo per avere una supremazia ideologica. Ma robe da matti. Ma il tornaconto, dico, all’utile, non ci badano?

Vabbè comunque torniamo a noi. Allora no, che ideona ti tira fuori il qui presente, la grande mente pensante che pulsa dentro questo corpo materiale? Bè fratello, fai uno più uno, quanto fa, quanto fa? Fa una bella rapina in banca. Tac. Risultato garantito. Il qui presente svuota le casseforti, riempie i sacchi, si sistema per bene e si leva da questo buco di posto dove, destino ingrato, è momentaneamente costretto a dimorare nell’indifferenza e a totale insaputa, di quella fetta di esistenza che potrebbe, ma dovrei dire, sicuramente si gioverebbe, se un simile elemento come il sottoscritto, fosse alla luce della ribalta e non qui in questa fogna do posto. Cioè capito. L’ho fatto per mio rendiconto personale ma anche per il bene del prossimo. Del tipo. Guardami. Vedi solo egoismo su questa faccia? Cristo, c’è del sentimento. Siamo uomini, mica delle macchine.

Insomma, ti dicevo. Cristo questa storia mi prende troppo e mi fa svariare come un impasticcato amico. Seguimi. Il film mi da l’idea, ma poi la sceneggiatura è troppo complicata e così necessità di un paio di tagli. Capisci, non siamo mica a Hollywood qui e altri undici soci io mica li posso trovare. Quindi prima variante. Il colpo lo faccio da solo. E seconda cosa. Senza tante complicazione di preparativi, studi, infiltrazioni, sabotaggi e palle varie. Che si sa gli americani hanno le manie di grandezza. E lo sai perché? Lo sai perché? Perché non hanno un cazzo di storia passata sulla quale basarsi. E allora gli tocca immaginare in una maniera spropositata. Oh questa l’ho sentita in televisione ma ti dico, è la sacrosanta verità. E’ come se tipo tu devi riempire un libro in poco tempo e allora che fai? Non hai idee e allora ti metti a scrivere con dei caratteri enormi. Eh Ciccio, così son capaci tutti. Ma poi finisce che ti sgamano perchè leggi e rileggi e ci trovi due idee in croce pompate con le stesse cazzate. Insomma devo fare questa rapina.

Stringo. Vengo al sodo che tanto dei dettagli ce ne fottiamo no? Insomma scelgo questa filiale qui in un posto tranquillo e lontano dagli sbirri, dove però so che un tot di giorni circola una marea di grana per via di certi affari loschi di per se, e che quindi, devono essere tenuti nascosti anche ai pulotti. L’idea dell’ eleganza però del rapinatore di classe non la voglio tralasciare e di conseguenza mi metto su giacca e cravatta, pantalone e scarpa, che sono un incanto. C’ho anche la barba curata e un sigaro che mi ha recuperato un tizio mio amico, che tengo spento all’angolo della bocca. Gli ho detto che bisogna cambiare, che le sigarette fanno proletariato e che i veri fighi, fumano il sigaro. Gli amici poi è bello che mi pendono dalle labbra e la cosa mi ripaga di tutta la sopportazione e delle botte che non gli ho dato a ‘sti disgraziati.

Allora no mi inquadri? Mi metto in fila al secondo sportello, quello del grassone pelato e sorrido amabilmente alle vecchie coi profumi alla lavanda e la lacca sulle permanenti, mentre parlo del tempo, del futbal e di cavalli con i nonnetti che puzzano di rosso e di piscio. Nel mentre uno mi molla pure una sfiatella sotto il naso talmente potente che a momenti gli vomito sulla giacca di lana cotta colle toppe ai gomiti. Una roba da urlo il vecchio che non vorrei essere nella sua tazza. Cioè comunque arriva finalmente il mio turno che tutte ‘ste chiacchiere  e ‘sti mezzi morti viventi mi hanno rilassato e allora quando arrivo davanti al bancone e al plexiglas che mi divide dal grassone sono tranquillissimo e gli faccio tsk tsk per attirare la sua attenzione e gli indico con un cenno della testa verso destra-basso, il rigonfiamento nella tasca della giacca. Al che Ciccio Bombo Cannoniere da vecchio, mi fa cenno con l’indice di avvicinarmi  con l’orecchio all’oblo sul vetro dal quale prima mi tira un alitata che te la raccomando e poi, questo è stato il suo sbaglio, il modo in cui me l’ha detto mi fa, lo stronzo supponente: 

:-scusi, il trucco della pistola con le due dita dentro la tasca non lo usano manco più i tossici. Se ne vada o sarò costretto a far scattare l’allarme.

Cioè amico. Mi stai denigrando al sotto livello di un tossico?Io che vengo a fare una rapina vestito come un signore con il puro scopo di di di di…

Fratello devi capire. Il colpo doveva partirmi. Cioè lo so, forse non avrei dovuto, però li per li mi sono innervosito. Il film è una finzione ovvio. Del tipo il colpo è a salve e il sangue è, che ne so, chetchup? Sta di fatto che gli ho fatto vedere io al ciccione come sparano bene le due dita dentro la tasca.

Buuuummm. Oh, era veramente un cannone con i controfiocchi. Del tipo che il colpo mi ha sbrindellato la tasca del gessato, è volato attraverso il plexiglas e poi ha aperto una voragine dentro al pancia del ciccione, roba che per un istante ci ho visto attraverso il muro bianco alle sue spalle. Che poi non era mica più bianco ma tutto schizzato di rosso porpora come se qualcuno gli avesse tirato, che ne so, proprio una secchiata di sangue. E ti devo dire che la faccia del sapientone è stata proprio buffa quando si è accorto del buco che gli avevo fatto e ha abbassato gli occhi sulla sua pancia sporgente e poi mi ha guardato con la faccia stupita come a dire, opppsss, mi sa che ho fatto una cazzata. E’ si che l’hai fatta! In ogni modo si è ficcato le mani con le dita grosse come salsicciotti intrecciate sul ventre come a provare a tamponare la ferita per non perdere tutto quello che si era mangiato in una vita di ingordigia e poi mi sa che è pure morto perché a fatto uno strano sibilo e si è sgonfiato come un palloncino all’elio del luna park, flacido sul pavimento.

No, è stata anche una scena un po’ triste lo ammetto, solo che poi da lì sono iniziati anche tutti i mie guai e allora vaffanculo a Ciccio Bombo Cannoniere da vecchio. Che poi la tipa dell’altro sportello è tipo svenuta senza fiatare e sfiga vuole che gli sportelli erano chiusi dall’interno e non sono potuto entrare a sgraffignare manco un bigliettone per pareggiare le spese. Le vecchie con la permanente dal loro canto si sono messe a pregare inginocchiate sgranando il rosario e il vecchio se l’è fatta sotto dalla fifa, che l’odore della sfiatella di prima a confronto era niente.

E così il colpo è come dire saltato e sarebbe stato anche il minimo se nell’uscire, che ne so, forse ero un tot demoralizzato, ma mi sono scordato di sparare alla telecamera della video sorveglianza e così manco tre giorni e toc toc, i pulotti mi hanno bussato alla porta mentre ero li che guardavo di nuovo quel cacchio di film per prendere annotazioni per un tentativo migliore, cioè, che questo non è mica venuto tanto bene.

No così adesso mi hanno messo in gattabuia e l’avvocato che mi hanno dato, che tra l’altro è un tipo veramente okkey e fico al punto giusto, mi ha detto che se scrivevo questa auto confessione, cioè del tipo, me la cavavo un po’ prima.

Comunque  son finito anche sui giornali e in tv, ma tipo proprio le riprese del circuito interno della banca.

No per dire. Uguale alla scena del film. Cioè sembriamo fratelli io e George.

14 Responses to “OCEAN SEVENTEEN”

  1. Pillow ha detto:

    AAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH

  2. littlebook ha detto:

    Mart, come va? Passa a trovarmi!

  3. boxroom ha detto:

    anch’io oggi c’ho le palle motoslittate. uffa.

    ma Buona Giornata, tesorino, poi passa (spero).

  4. anonimo ha detto:

    si,sorrideno sempre mart,che tanto noi abbiamo il puzzone! echettenefrega del resto…

    pista

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

Powered by WordPress. Theme by Sash Lewis.