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Rosabella and the Citizen cane.

Il primo potere.

QUI C'E' PUZZA DI BRUCIATO.

Novembre 2nd, 2005

:- Questa è la classica sigaretta del dopo?, le chiese lui, osservandola all’indietro dalla sua postazione affacciata al balcone mentre lei si muoveva indaffarata, dentro l’ampio living.

Ostentava sulla faccia, quel ghigno convinto di chi è troppo partecipe delle proprie sicurezze, tanto da non rendersi conto della propria stupidità.

In effetti comunque, lo avevano  appena fatto.

Lei lo guardò con l’espressione con la quale si guarda un uomo, un poppante troppo cresciuto fisicamente per la verità, che di brillante al massimo può avere i pavimenti di casa. No, lui non aveva nemmeno quelli.

Eppure avevano appena ammazzato un tale, bè non proprio ammazzato ma l’idea di partenza era quella, per potersela finalmente spassare assieme in tutta tranquillità.

Lei e quell’idiota dal bel sedere che ora fumava alla finestra.

Il tale era il suo attuale fidanzato.

Forse ho preso una decisione un tantino affrettata, pensò lei.

L’affrettato e il tantino sono naturalmente soggetti a svariate interpretazioni.

Ma voi che idea ve ne fareste, se vi dicessero che la signora McPhirson, poi Liamson, poi Brancaster, poi Von Hesseling, ma anche Mac Bride,  Harisuma e Locascio, (non sapendo quale scegliere e tralasciando gli amanti e le storie inferiori alla settimana, questi erano tutti i cognomi dei suoi ex mariti) e il bell’imbusto dal profilo truce e la barba lunga ma curata che ancora perseverava nel suo stare affacciato al balcone (ora beveva una birra e le stava chiedendo se quello era il classico goccetto del dopo) si erano conosciuti esattamente la sera prima?

Forse rispondereste che il tempo non conta. Che a volte basta uno sguardo d’intesa e già pare di conoscersi da una vita e l’amore divampa certo e ineluttabile nei cuori, come dentro il petto di due innamorati d’annata.

Date retta a me. Non è questo il caso.

Forse l’attrazione ci poteva anche esser anche stata. A livello inguinale però.

La signora McPhirson, poi Liamson, vabbè, quella di cui sopra, è in effetti uno schianto di pre quarantenne abbastanza restia alla fedeltà.

Lui, quella mezzasega d’uomo, si deve ammetterlo, è un gran bell’uomo. Parecchio favorevole all’adulterio.

Lui era lì per quello. Lei forse era lì per qualcosa d’altro ma aveva colto la palla al balzo. Di quel genere di palle a lei ne arrivavano sempre in gran quantità. Si sarebbe potuta dire un playmaker di razza, invece era semplicemente una topa di classe.

E sportivi  a parte, tutti preferivano questa seconda opzione.

Bene, potremmo dire, che valutate e conosciute le parti, se nessuno ha altre osservazioni lucide da fare, potremmo finalmente archiviare la decisione, come un tantino affrettata.

Tra l’altro. Che senso aveva, magari vi chiederete, far fuori il proprio fidanzato, quando, a quanto pare, scaricare qualcuno non doveva di certo essere un gran impiccio per una che lo aveva fatto, un centinaio ( a voler essere gentili) di volte?

Non ha nessun senso e difatti la premeditazione dell’omicidio non era stata fatta perché lui non ne voleva saperne di farsi lasciare. (ci sono anche quel tipo d’uomini).

No no.

Fosse stato per quello, lei si sarebbe semplicemente fatta trovare  con le valige aperte. E gli avrebbe detto:-Me ne sto andando! O per essere ancor più chiari si sarebbe fatta trovare con le gambe aperte e qualcuno al loro interno. E allora lui se ne sarebbe andato.

Ma supponete di essere una femmina, una femmina con due emme così, proprio maiuscole, i sani principi morali perennemente in vacanza e una coda di uomini in attesa al vostro casello, talmente lunga da far ricordare il controesodo ferragostano. Metteteci una abbondante dose di zoccolaggine e fate che all’improvviso, tra i vari vostri pretendenti, ne spunti uno, ricco, ma talmente ricco, da farlo sembrare quasi il marito perfetto. Il padre dei vostri figli.

La potenza del denaro eh!

Mettiamo anche per assurdo, perché un uomo mai e poi mai si farebbe abbindolare in tal modo, che grazie a qualche generosa concessione carnale da parte vostra, il riccastro cada ai vostri piedi come uno zerbino con la scritta “Salve!”

Infine, al culmine di tutto questo, come un ciliegio sopra la torta, mettiamo che l’amore, la passione, la fiducia e la sottomissione di lui nei vostri confronti bruci a tal punto, che d’un tratto, come prova d’affetto, vi troviate co-intestataria di un patrimonio con tanti zeri quanti sono stati i vostri amanti nell’ultimo anno. Più di otto, meno di dieci. Fate un po’ voi.

Purtroppo (non son sempre rose), dovete sapere che il piccolo difetto di quel tipo di clausole, è che la grana, è si co-intestata, ma finché il vostro riccastro non schiatta, bè vi tocca sempre aver il suo permesso anche per il più insignificante prelievino.

Su su, ora non fatte quella faccia delusa. Si vede che non siete state abbastanza convincenti. Amore, ci vuole più. Amore.

Inoltre, non per voler rigirare il coltello nella piaga, ma è necessario che vi faccia ulteriormente notare, che purtroppo le prospettive di vita di un riccastro quarantenne, sportivo, in piena forma e per giunta non sottoposto a nessun tipo di stress e preoccupazione, se non quella di non riuscire  mai a pattare la buca numero diciotto al golf club, diamine, e che cavolo, sono parecchio lunghe.

Calcolando che nel malaugurato caso di qualche accidente, si sarebbe pure potuto permettere le migliori cliniche con i migliori dottori e con le più pettorute  e bionde infermiere, io non vorrei dire, ma prima dei novant’anni il riccastro non ce lo giochiamo nemmeno della peggiore, opsss, migliore, delle ipotesi.

Ed è qui, ritornando all’origine dei nostri discorsi, che la signora McPhirson, poi Liamson, poi Brancaster, poi Von Hesseling, ma anche Mac Bride,  Harisuma e Locascio pensò che forse la vita del suo amato, avrebbe necessitato di un incentivo, di una spinta, di un piccolo incidente, che l’aiutasse a finire un tantino in anticipo.

Diciamo nell’arco delle successive quarantotto, settantadue ore.

E cosi lei, con l’aiuto interessato di lui ( era capitato proprio a fagiolo e non ci aveva messo molto a convincerlo quella notte. Indovinate come!) avevano pensato che si. 

Qualche milione di dollari val bene un omicidio.

E così lui, con l’aiuto di lei, aveva pensato che si.

Un omicidio val bene un’altra notte come quella.

Ma poi lui, si sa i ricchi con le loro manie di protagonismo, aveva fatto tutto da solo.

Cioè, vedi che ti capita.

Tu vai a casa del tuo boyfriend con tuo amante fresco di giornata, con una vaga idea di farlo fuori, ma senza sapere come, dove, con qualche dubbio ancora sul perché e con serie preoccupazioni sul risultato finale (il troglodita dal bel capello lungo e cotonato aveva detto:-ci penso io! e questo non la lasciava per niente tranquilla) e questo che ti combina?

Ecco la scena fotogramma per fotogramma.

Il riccastro padrone di casa, convinto che il fesso dalla parlata sciolta e dal sorriso bianco fosse un agente di Hollywood lì per una sceneggiata e non il vostro amante, (era convinto in quanto gli avevate fatto credere che era così e uno che fa poi, ci crede), nel suo accappatoio firmato (CK) e in ciabatte firmate( Pignatelli), si alza per preparare un drink in un bicchiere firmato (Murano) (ghiaccio, una parte di whiskey singlemalt irlandese, due parti di soda).

Il riccastro sbadato inciampa nel tappeto firmato (Persiano manuale 8000×6500 da 25.000$).

Il riccastro cadente si abbatte su un tavolino in vetro temperato lavorato a mano e firmato (Murano Antiquari).

Il tavolino sarà anche firmato, ma è anche tagliente.

Il riccastro ferito ha un profondo taglio all’altezza della giugulare.

La giugulare pare sia un arteria terribilmente fondamentale per la sopravvivenza umana.

Il riccastro in un mare di guai è bocconi sul pavimento in un lago di sangue e vetri in frantumi.

Il whiskey and soda è andato irrimediabilmente perduto e ora inzuppa l’accappatoio firmato (CK).

Una gran topa e un imbecille dal notevole sharme sono alquanto dispiaciuti. Per la perdita dei loro drink.

Le candele aromatiche rovesciate dal tavolino firmato e il whiskey sparso addosso al riccastro che non sta affatto bene, producono una luminosa e calda reazione chiamata fuoco.

Il fuoco brucia.

Un riccastro che brucia emana uno sgradevole odore di pollo arrosto. Trattandosi di una persona di un certo livello, naturalmente il pollo arrosto è di marca.

Se voi siete ricchi e state dissanguandovi e bruciando vivi dentro il soggiorno firmato della vostra villa firmata e con la vostra morte la vostra fidanzata diventerà molto, ma molto ricca, spiace dirvelo, ma è abbastanza improbabile che lei corra in vostro aiuto.

Firmato e garantito.

Se siete poveri, ricchi, se state bruciando, dissanguandovi o semplicemente crededendo di star parlando con un agente di Hollywood, un inutile belloccio che la notte prima si è  appena fatto la vostra fidanzata, la notte prima si è fatto proprio la vostra di fidanzata.

Come si suol dire. Che morte di merda.

Così erano andati i fatti. Incredibile vero? Che botta di sfiga eh?

Che botta di culo vorrete dire!

Così almeno la pensava la signora McPhirson, poi Liamson, poi Brancaster, poi Von Hesseling, ma anche Mac Bride,  Harisuma e Locascio.

Nel soggiorno aleggiava un fastidioso fumo nero e le era toccato pure aprire le finestre per arieggiare il locale. Durante l’operazione si era rotta un unghia e aveva imprecato indispettita.

Ma poi si era ricordata di essere inquantificabilmente ricca da qualche minuto a quella parte.

Certo, ci sarebbero stati gli impicci del dover spiegare l’accaduto alla polizia.

Magari qualcuno avrebbe potuto pure sentire puzza di bruciato in tutto l’accaduto.

E vi assicuro che ce ne era tanta.

12 Responses to “QUI C'E' PUZZA DI BRUCIATO.”

  1. anonimo ha detto:

    mammamia che giornata,mart!

    pista

  2. tuttoesubito ha detto:

    no.. non parliamo del dopo-pranzo…

    bene

    benissimo

    meglio…

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