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Rosabella and the Citizen cane.

Il primo potere.

SULL'AMORE

Febbraio 2nd, 2005

Doverosa premessa.

Pochi o nessuno potrebbero essere meno indicati del sottoscritto, a parlare dell’argomento.

Non per via delle capacità mentali, ma per l’assoluta mancanza di esperienza pratica sul campo.

Immagino parecchi si saranno già posti il quesito “:-allora perché ne parli?”.

Prevedendo questa naturale reazione, mi sono preparato delle risposte.

Alcune sono offensive quindi preferisco ometterle, pur rimanendo innegabile che qui siamo come a dire, a casa mia e di conseguenza…

Riporto quindi in risposta la motivazione che, prima che al gentile pubblico, ho dato a me stesso, al momento dell’increscioso insorgere, del desiderio di esprimermi sull’argomento.

Vi sono nella vita, una serie di accadimenti e situazioni, per lo più obbligatoriamente naturali nel presentarsi nell’arco del tempo, in momenti non definiti, ma comunque immancabili.

Considerata la non programmabilità o la decorrenza non statistica degli eventi, l’attesa a volte ansiosa, a volte dolce, spesso impellente del loro succedere, ci porta ad immaginarne, analizzarne, svilupparne, tramarne in anticipo la loro venuta.

Magari a scopo sollecitativo. La speranza di insinuare una certa pressione psicologica. A volte unicamente per sentirne, leggere, le sensazioni fittizie nel palato, giù per la gola o tutto in circolo.

L’amore è uno di questi accadimenti.

A seconda dei punti di vista, ma probabilmente il principale.

 

Io e l’amore non ci siamo attualmente ancora incontrati.

Da qui il pensiero che cade sull’argomento.

Se non avessi ancora trovato lavoro, presumo starei riflettendo ed analizzando e tastando, l’ansia da primo giorno in ufficio.

Se non fossi mai uscito al sabato sera, probabilmente mi starei sfregando le mani sulle ginocchia in ritmi nervosi, guardando ripetutamente l’orologio e pregustando le sensazioni di luci, suoni e corpi in movimento.

Ma io è l’amore che non ho mai incontrato.

Onestamente non è che mi sia dato un granchè da fare perché questo possa accadere.

Suppongo per lui valga la stessa cosa.

E’ possibile che forse stiamo percorrendo strade diverse, destinate ad incontrarsi mai, o forse parecchio lontano. Può darsi vi sia gia stato, qualche sfrecciarsi a fianco, su un incrocio o una rotonda molto trafficati, all’ora di punta.

E il non riconoscersi nella confusione.

Forse abbiamo entrambi degli aspetti anonimi o troppo comuni, per cui risulta difficile identificarsi in velocità. Peggio potrebbe darsi, avere dei ceffi poco affidabili, davanti ai quali abbiamo preferito girare lo sguardo e cambiare percorso.

Malauguratamente suppongo, vi sia la fondata possibilità di non doversi incontrare.

Sinceramente vi sono state un paio di circostanze, in cui, la presenza calda e rassicurante, energetica ed inebriante, stordente e sfiancante, provocante e sensuale dell’amore mi è parsa vicina.

Uno sfiorarsi di ombre. Un fraintendersi di pensieri. Un cinquantapercento di disponibilità. Un coincidere brevemente temporaneo di desideri.

Ma poi stropicciati gli occhi, disapannati gli occhiali, messe a fuoco le realtà oggettive, placati i battiti, è apparso il luminoso e ritmato lampeggiare dell’insegna al neon di un night club.

Effimere sbandate notturne, fuochi di paglia estivi dettate dall’assenza.

Alla fine sono arrivato alla conclusione che l’amore non esiste.

Fino a qualche tempo fa, lo materializzavo con la purezza e costanza e tenacia indissolubile al tempo, del rapporto dei nostri nonni.

Successivamente ne ho rivalutato però taluni aspetti, portato più a considerare che con l’avanzare ciclico degli anni, non si possa più parlare di amore, ma di una convivenza pacifica, ottimizzata grazie all’affinamento del rapporto, mediante la preclusione nel tempo, di tutti gli aspetti negativi delle due parti tendenti a urtare il quieto vivere.

Questa sgrezzatura obbligata e reciproca, mi ha fatto perdere l’idea dell’equilibrio armonioso naturale e perfetto che avevo immaginato, portandomi a considerarla, più come un esistenza di opposti compromessi.

In modo opposto e chiaro, non ho mai pensato alla fase adolescenziale moderna, come esponente dell’amore.

Anzi.

Credo che attualmente ne rappresenti la fase più impura e rozza.

Troppo fisica e  sessualizzata e totalmente priva della porzione mentale.

Perfino l’immagine dell’innamoramento, del primo innamoramento, che da sempre a fatto riferimento a questa fascia d’età, mi appare come calpestata da un orda, da subito in enfasi ormonale, che brucia le tappe.

Rimane, faro nella notte, la purezza ingenua delle lettere al Cioè, scritte da Ely1999 e Fra 2000, per pugno della maestria dell’asilo.

Infine ho guardato dentro questa età, che sto camminando da qualche buon momento.

La fase della maturazione, delle perdite fisiche e delle acquisizioni mentali.

E ho pensato che vi può essere il punto, in cui l’amore esiste.

Come un eclisse visibile solo in un certo punto del pianeta. Per un determinato intervallo di tempo.

Un tempo in cui, inversamente, la perfezione nasconde i difetti, illuminando, anziché portando buio.

L’amore esiste nel picco di intensità che segue i primi sguardi, le prime bizzarrie del cuore, il bisogno di vedersi, la dichiarazione, innamorarsi, primo bacio, prima volta, tante volte, tante parole, confidenze, scoprirsi, cercarsi, mancanza, affiatamento, progetti, PERFEZIONE.

Questo è il momento dell’eclisse inversa. Della luce totale. Dell’amore.

Il tempo si ferma. Spazi non misurabili.

Poi riprende a scorrere. E la sfera luminosa comincia a oscurarsi per spicchi, variabilmente ampi, di sopravvenuta ripetitività, consuetudine, abitudinarietà, stasi della fantasia, quiete da obiettivi raggiunti, messa a fuoco dei difetti, prima discesa a compromessi, sopportazione reciproca, mancanza di attenzioni.

Vi sono orbite che procedono comunque costanti, incrociandosi solo periodicamente in parziali zone d’ombra. Vi sono rotazioni burrascose che a intervalli periodici si oscurano. Vi sono masse che entrano definitivamente in collisione esplodendo.

Ma in nessuno dei casi vi sarà una nuova elissi inversa tra le stesse  masse planetarie.

Non vi sarà più l’amore.

Vi saranno dei sentimenti in fusione, che potranno creare leghe preziose, ma mai perfette. Leghe indissolubili ed eterne, metalli preziosi ma fragili, materiali comuni grezzi, destinati a non perdurare nel tempo.

 

Ho trovato dove può essere l’amore.

Lo ritengo un buon passo.

Non esiste in eterno, ma può essere surrogabile, per difetto, per sempre.

Sto camminando in avanti, mani affondate nelle tasche, senza troppa premura di guardare con precisione attorno, nella speranza di incontrarlo.

Ho trovato un buon surrogato.

L’amore per me stesso mi accompagna nell’attesa.

 

19 Responses to “SULL'AMORE”

  1. ieleina83 ha detto:

    ERA TARGA… (ERRORE DI BATTITURA!!!!!) ero passata per commentare il tuo nuovo post, ma è ancora in fase di preparazione ….se non riesco a ripassare buon weekend!!kiss

  2. anonimo ha detto:

    eh,non lo so devi chiedere a mio padre….

    pista

  3. anonimo ha detto:

    già hai finito di lavorare? mannagg.

    ciao bellezza.

    pista

  4. SirenVoice ha detto:

    oggi sono presissima di lavoro io! ti capisco…lavorare lavorare lavorare niente blog. Assioma. Bacio Siren

  5. pista ha detto:

    adesso te la faccio scrivere da lui che è di là,aspè….

  6. Pillow ha detto:

    ‘Ngiorno Mart………..

    :

  7. pista ha detto:

    oddio no,perchè non la conosci…..

  8. MARTsideB ha detto:

    Un tanga con tre numeri di seguito uguali?

    Ahh però..bizzarro abbigliamento ste donne!

  9. ieleina83 ha detto:

    soori, non l’avevo vista da questo punto di vista, spero tantissimo che tu possa incontrarlo al più presto!!!! quando vedi una taga con tre numeri di seguito uguali incrocia le dita ed esprimi un desiderio poi fattele scrociare da qualcuno, forse è solo una sciocchezza ma chissà…unkiss

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