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Rosabella and the Citizen cane.

Il primo potere.

THE SUMMER DEATH AND THE AUTUMN’S BIRTH.

Ottobre 27th, 2005

Il cielo era un lenzuolo stirato, liscio e rimboccato agli angoli. Ma inesorabilmente consumato lungo l’asse centrale, dove un bianco da logoramento, aveva preso il posto del colore originario. Si sarebbe detto il lenzuolo del letto di un ragazzino, maschio, in quanto il colore naturale, per le tonalità tenui che ne rimanevano ai margini, sembrava essere l’azzurro.

Guardandolo lui immaginò potesse essere di flanella. Il lenzuolo di flanella che sua madre di solito, metteva su l’inverno. Dava l’idea di avere quella densità morbida ma impura e lo stesso calore assorbito che sentiva addosso ogni notte quando si infilava a letto. A osservarlo ancora con maggiore intensità, il cielo, la perdita di colore centrale, aveva una sagoma assimilabile a un feto dentro la pancia.

Non c’era di che stupirsi pensò.

Sulle pendici, per differenza, vi era all’improvviso, da un paio di giorni, un eccesso di tonalità accese color pastello, distribuite irregolari, ma che per assurdo, sembravano, per come le si rigirassero, incastrarsi dentro sfumature e cali o crescendo di tono, perfetti.

A giudicare dalle macchie color ruggine e color porpora sparse sul tappeto giallo, lì fuori dovevano aver fatto fuori qualcuno. O lì dentro dovevano aver fatto fuori qualcuno. Dentro il paesaggio.

In effetti in alcuni tratti, ai margini della scena, si vedevano disordinate, le orme scure e frettolose di qualcuno che sembrava essere lì con una gran agitazione addosso.

Cristo. Pensò. Vuoi mica vedere che. Avevano ucciso la madre e rapito il ragazzo dal letto?

Il cane aveva finito di pisciare l’erba verde. Era troppo verde e difatti l’avevano messa finta e plastificata per completare la scena.

Frank diede un leggero strattone al collare e il cane lo segui zizzagando.

Da quel punto la valle, alle sue spalle e davanti ai suoi occhi, sembrava aprirsi verso l’estremità del soggetto. Era al centro di una clessidra. Per effetto degli strani giochi cromatici però, sembrava che i due pendii opposti, fossero più distanti del solito. Come se avessero inserito un divaricatore.

Frank cominciò nutrire qualche dubbio sul fatto che lì dentro fosse avvenuto un omicidio.

E se ci fosse stato un parto?

Ad entrambe le situazioni mancavano però degli elementi.

Al diavolo pensò. Non sono un investigatore. Che starò mai ad arrovellarmi per un semplice paesaggio.

Dovevo solo pisciare il cane.

8 Responses to “THE SUMMER DEATH AND THE AUTUMN’S BIRTH.”

  1. anonimo ha detto:

    io mica tanto,però ho dormito un sacco…

    ‘giorno mart!

    pista

  2. anonimo ha detto:

    mart,traditore…fai il ponte anche tu,dannazz!!!

    pista

  3. anonimo ha detto:

    eviva,mart. qualche volta mangia e bevi qualcosa,che di solito sei lì che rifiuti i piaceri del corpo…

    pista

  4. Smokestar ha detto:

    Mart…io ti ADORO!!!

    Te lo ripeto che se scrivi un libro diventi troppo il mio autore di culto!

    Che una lezioncina di “cometiscrivounromanzobestseller” non è che me la potresti dare?

    😉

  5. Ariannasfire ha detto:

    Cristo Frank, quante volte te lo devo dire di non fumare quella roba prima di portare fuori il cane?

  6. anonimo ha detto:

    e non vale,però. e io qui a lavorare come un mulo…

    pista

  7. anonimo ha detto:

    mart…mah e scrivere un romanzetto e spedirlo a qualcuno..così, tanto per fare. Che ti ci vedo del talento, io. Ti ci vedo ti ci vedo.

    Alle

    (stai bene? sono un pochetto assente ultimamente, presa dalle mie cose..)

    Bacio

  8. SteelRain ha detto:

    Portare fuori il cane può diventare un’esperienza mistica.

    Sarà per quello che preferisco i gatti 🙂

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