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Rosabella and the Citizen cane.

Il primo potere.

VENDETTA E TRADIMENTO AL TEMPO DEGLI IDIOTI

Febbraio 16th, 2006

Aspettare in macchina la propria moglie sotto l’ufficio all’ora di pranzo, soprattutto se l’ufficio della vostra dolce metà si trova in una zona di scuole superiori e conseguentemente a quell’ora, le vie pullulano di minorenni disinibite e provocanti in piena tempesta ormonale, non è affatto male. Questo è quello che pensava il Sig. Spaturno e quello che suppongo, crederà anche metà della popolazione italiana. Quella maschile. Pervertiti!, direte. Bè al Sig. Gianmattia in effetti, mancavano solo i due fori per gli occhi nelle pagine rosa della Gazzetta dello Sport che teneva aperte contro il volante, per sembrare propriamente tale. Ma per il resto, non difettava di niente. Aveva anche la patta dei pantaloni casualmente aperta con un lembo della camicia che vi faceva simpaticamente capolino.

Dalla sede regionale dell’Ufficio Commercianti, erano usciti, naturalmente per primi, tutti i dirigenti e i quadri con un anticipo medio di circa quindici minuti, mentre, per il momento, nessun avvistamento di quelle gran tope di segretarie e impiegate. La mente del Sig. Spaturno, che aveva una certa perversione per il settore, era propensa a credere che tutte si stessero dando una sistemata nei bagni, dopo aver passato gran parte della mattinata, sotto o sopra, le scrivanie dei loro superiori. La cosa avrebbe dovuto preoccuparlo, considerando che la moglie faceva parte della categoria.

Ma ogni divisione, per quanto degna delle migliori fantasie erotiche, aveva sempre le sue pecore nere.

Per capirci. Pur facendo parte della sublime cerchia delle ingenue, procaci, stupide e disponibili impiegate d’ufficio, sua moglie era abbastanza un cesso. O almeno, per come era abituato a vederla lui tra le mura di casa, era il contrario di quello che il ruolo avrebbe richiesto. Trasandata e per nulla sexy, non lo avrebbe fatto rizzare neanche al più inutile dei capoufficio.

Era la prima volta che passava a prenderla al lavoro. Di solito lei usciva dopo di lui e rientrava prima. E così la lasciava la mattina dentro un pigiama sformato, e la ritrovava la sera dentro una vecchia tutta logora. Alla faccia della libido. Sfido poi che i minuti che stava trascorrendo in quel posto, avessero la parvenza della reception del giardino dell’Eden.

"Non credevo che ora le zoccole lavorassero anche in centro città e soprattutto all’ora di pranzo", pensò il Sig. Gianmattia. In effetti non era un granché pratico del settore prostituzione, nonostante ultimamente avesse iniziato a farci qualche pensierino, data ormai l’assoluta inscopabilità della moglie e l’impossibilità da parte sua, di avere alternative non-a-pagamento. Ma si era sino ad allora trattenuto, per una serie di motivazioni logistiche ed organizzative.

Aveva adocchiato una tizia veramente discinta, sull’uscio del palazzo.

"Cazzo, una vera puledra da competizione. E guarda com’è conciata per le feste", pensò tra se e se, rileggendo per la quarta volta la stessa riga. E a causa di una banale svista il risultato di quel che si credeva una passeggiata si è trasformato in una vera e umiliante beffa.

Gli stivali le arrivavano al ginocchio mentre la gonna, bè cristo, la gonna non sembrava nemmeno essere partita. E che tette! Nel solco della scollatura ci si poteva parcheggiare il motorino o ancora meglio il….

Qualcosa si mosse all’altezza del ventre del Sig. Spaturno.

"Stai a vedere che oggi è la mia giornata fortunata. Prima lo sciopero sindacale, ora questa baldracca a portata di mano".

Bè tutto sommato sua moglie avrebbe potuto tornarsene a casa per il pranzo in autobus come al solito. D’altronde lui era lì per farle una sorpresa. Ma che andasse a farsi fottere. Le sorprese bisognava guadagnarsele. E con una moglie del genere, se c’era qualcuno che si era guadagnato qualcosa, quello era lui. Aveva appena vinto una cavalcata come si deve.

Accese il motore e approfittando del momento di scarso movimento lungo la via, spinse la macchina con il motore a bassi giri, lungo il marciapiede fino a raggiungere la tizia, sempre in attesa sull’uscita. Il cuore gli batteva per l’eccitata agitazione del proibito, nel petto e tra le gambe. Quando abbassò il finestrino, una vampata esagerata di profumo, quasi lo stordi.

:- C-c-c-c-iao b-b-b-bella. C-c-c-c-cuanto v-v-v-v-uoi?

:- ( __ ) Gianmattia tesorò! Che sorpresa. E come sei Spiritoso!

Era sua moglie.

Il rumore tondo e cupo del Sig. Spaturno che deglutiva, si spanse per tutto il quartiere come il rotolare basso di un masso incontrollato giù per una scarpata.

:- S-s-s-sali amore, le disse con un filo di voce. T-t-tutto b-b-beeeene? No è che, vedi, insomma, è che oggi sai, è successo, alla fabbrica scioperavano. Così ho pensato a a a a, una sorpresa. Cioè insomma mi è parso un gesto carino. No, è che di solito non mi capita mai di esserlo, quindi ho detto perchè no. Solo, solo ho fatto fatica a riconoscerti. Sai, ehm, il vestito, cioè quest’abbigliamento.

:- Eh si amore, questa è, diciamo, ehm, la divisa aziendale in un certo senso. Ai miei superiori piace, cioè ehm, come dire, insomma, sai sono, cioè siamo un po’ tutte come dire, obbligate, per via della bella presenza, il rapporto col cliente e quelle cose li.

:- Uhm, capito, si certo

:- Ma di un po’ è molto che aspetti?

:- No,no, una ventina di minuti.

:- Oh mi spiace. Avrai anche fame. Di solito tra l’altro riesco ad uscire anche prima ma oggi avevo un disperato bisogno del bagno per darmi una sistemata e c’era una fila incredibile.

:- Ah, eh cioè, figurati. Niente, niente. ti ho aspettata volentieri. Cioè, ho letto qui, il giornale. Ecco. No. E si. Ecco tra l’altro hai una chiazza bianca lì sul colletto.

:- Ah, dove? Qui? Ah niente. Deve essere sapone..

16 Responses to “VENDETTA E TRADIMENTO AL TEMPO DEGLI IDIOTI”

  1. dolcemou ha detto:

    sei molto bravo..

    certo che gli uomini dopo questo post non ne escono molto bene..

    poverini..ma alla fine quella che hai descritto è la sola e pura realtà dei fatti..anche se non per tutti per fortuna..

    a presto

    muS

  2. anonimo ha detto:

    mart,sveglia,giù dalle brande che piove, pure porcoxxxxxxx!

    pista

  3. anonimo ha detto:

    ehhehe mi piace questo finale ribaltato.Prima il porco è lui, ma solo potenzialmente.Lei ne esce sconfitta e troia come è giusto che sia.

    😀

    laMelaMarcia

  4. littlebook ha detto:

    Ehilà darling! Volevo una cosa in esclusiva…

    chiedo sempre troppo agli uomini, lo so. Bè, a presto!

  5. museodelblog ha detto:

    Il Museo del Blog copia e incolla l’invito per tutti a visitare le

    novità.Morning Wood alla Sala Rouge,le nuove recensioni ai libri di

    Ondina(Sala Blu) e al Cinema(Galleria Cinema) della “poco” Pigra

    Regina.Inoltre nuovi blogger hanno impreziosito il Museo con i loro post

    da…incornicia re. Vi aspettiamo. La Redazione del Museo del Blog.

  6. silocchidigatto ha detto:

    lo immagino, tranquillo, non mi pari il tipo che si pavoneggia granchè.. però freud è freud, e meriterebbe un autoencomio da parte di chi lo legge.. dovrò leggerlo, american psicho, già mel’ero ripromesso.. manca il tempo, manca.. dannazione di quest’epoca, la pazienza! non la si scova più… chissà dove si è nascosta…

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