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Rosabella and the Citizen cane.

Il primo potere.

RIFLESSIONI DI PORCELLANA

Marzo 29th, 2005

Me ne stavo nella parte più silenziosa (l’unica silenziosa dopo aver spento la lavatrice) di casa mia. Meglio. Di casa dei miei. Sono ancora un ospite gradito per il momento.

In uno dei rari momenti trascorsi tra le mura domestiche nell’intero weekend.

Credo che potrei tranquillamente vivere in un albergo: La casa mi è del tutto inutile. Dormire, mangiare, lavarsi. Uscire e rientrare.

D’altronde non è colpa mia. 

A casa soffoco. Mi annoio. Mi innervosisco. Troppi rumori poco musicali e poco accordati.

Incredibile quanto rumore riesca a produrre un paesetto anonimo di ottocento abitanti. Trattori innanzitutto. Motorini truccati. Autocarri. Motori a pieni giri con autisti su di giri. Donne che chiacchierano sempre sotto la finestra di casa mia.

Manonaveteunacasastronze?

Incredibile quanto rumore riesca a produrre una casa anonima di quattro abitanti. Parole innanzitutto. Non ho ancora trovato il tasto per spegnere la mamma. Quando poi la mamma inizia a dialogare-spettegolare con la sorella son cazzi.

E non sono ancora riuscito a trovare la presa di corrente per togliere ad entrambe l’alimentazione.

Ho cominciato a sospettare che si ricarichino ad energia solare.

Un vero dramma.

La mutter, in assenza della sorella, si diletta telefonicamente con nonna e sorelle. Tempi da quarantacinque minuti, con brevi intervalli di quindici, per far raffreddare il cordless. I pro e i contro del telefono senza fili sono che : Fortunatamente vostra madre si può allontanare dal vostro raggio d’azione e lasciarvi tranquilli e silenziosi col vostro libro o la vostra tv. Sfortunatamente con la mano libera riesce a fare qualsiasi cosa. Passare l’aspirapolvere, lavari i piatti, frullare con il pastamatic qualsiasi essere vegetale e piazzarsi immobile davanti al televisore.

Quindi non c’è pace.

E allora per non iniziare a bollire vapori rabbiosi come una pentola a pressione caricata a uranio, mi rifugio nel mio bunker.

Luminoso, con la luce riflessa sulle porcellane e i mobili bianchi. E silenzioso.

Abitato dall’unica altra specie vivente con la quale, in questi momenti, vado d’accordo.

La mia immagine riflessa nello specchio.

Naturalmente prima spengo la lavatrice. L’abbiamo cambiata da poco. E per la prima volta, ne abbiamo presa una con il caricamento orizzontale. Di quelle per intenderci, con l’oblò trasparente che ci vedi il bucato girare dentro impazzito e schiacciato dalla pressione.

Credo che sia alimentata con un motore Ferrari da settecento cavalli.

Uno dei primi giorni, mentre me ne stavo lì tutto concentrato e rilassato a leggere qualcosa, è partita in centrifuga.

Ragazzi che paura.

Mi sono tirato su i pantaloni di corsa e mi sono riparato dietro un muro. L’ho vista lievitare da terra sotto la spinta del motore, partire sgommando con i pneumatici fumanti e poi il cestello acquistare giri su giri.

Ho pensato :-Ora infrange l’oblò e si libra nello spazio alla ricerca di vita su Plutone.

Che tecnologia.

Ti credo poi che gli abiti escono puliti. A certe velocità smacchieresti anche l’Omino Bianco.

Bhe insomma il weekend pasquale stava giungendo al termine.

Avevo bisogno di momento di quiete cosmica dopo tutta la velocità scorrevole del fine settimana. E così mi sono rifugiato in bagno.

Il libro che sto leggendo non mi prende del tutto. (Stefano Benni – Bar Sport Duemila). Ma lo porterò a termine. Gli scaffali della libreria erano parecchio affollati delle sue copertine. Ma mi devo ricordare che in quanto a letture, non sono un tipo commerciale.

Così, mentre le pagine mi scorrevano anonime sotto gli occhi assieme alle scene del weekend, ho fatto una nota mentale, di appunti e situazioni e fotogrammi, da ricordare, analizzare o semplicemente evitare in futuro.

 

 

          PUNTO UNO : Se compi gli anni non aspettarti che le persone che più ti farebbe piacere se lo ricordassero, lo facciano davvero. Anzi. Gia che ci sono non si faranno sentire nemmeno per Pasqua.

          PUNTO DUE : Se la mattina dopo i tuoi festeggiamenti notturni e i rientri a tarda notte, ti toccano pesanti lavori di campagna nelle tenute dei parenti, è assolutamente inutile confidare nella pioggia per poter rimanere a letto. Ci sarà un sole che spaccherà le pietre.

          PUNTO TRE : Mentre sei a lavorare in campagna, non insultare tutti gli sfaccendati cittadini di rientro dalla gita fuori porta, che ti guardano con le facce stupite dai loro macchinoni lucidi da centomilioni. Il pirla sei tu, non loro.

          PUNTO QUATTRO : Se sei al lavoro con la maglietta smanicata e i muscoli di fuori sperando di fare colpo su qualche passante attizzata da un avventura rusticana con un muratore, primo, è tutto tempo sprecato, secondo, quando il sole è tramontato, è meglio che ti rivesti se non vuoi beccarti un accidente. (puntualmente successo)

          PUNTO CINQUE : Se la tua mancata ex fidanzata dopo tre mesi di silenzio da quando la hai scaricata, ti manda gli auguri di Pasqua e dopo averle risposto senti il suo profumo nell’aria, c’è qualcosa che non quadra.

          PUNTO SEI : Il succo all’ananas con la wodka liscia fa veramente cagare.

          PUNTO SETTE : Per dormire dodici ore in tre giorni non hai più il fisico, ne l’età.

          PUNTO OTTO : Nel weekend ti sei innamorato all’istante di almeno tre tipe piccolette con molto bianco negli occhi e forme molto generose senza nemmeno tentare di dire loro qualcosa. E vorrà dire qualcosa.

          PUNTO NOVE : Cambiare gentilmente una lampadina alla nonna paterna dopo anni di rapporti quasi inesistenti, ti ha fatto piacere. In fondo niente è irrecuperabile e le persone a volte cambiano ( o più esattamente si modificano migliorando)

          PUNTO DIECI : Quando la tua cameriera preferita in gelateria ti appoggia la scollatura sulla spalla e ti chiede :- “E allora che cos’altro ti piacerebbe ?” evita di diventare rosso e perdere tutta la brillanteria di un minuto prima e dai una risposta consona alla provocazione invece di intortarti e non riuscire più a parlare (Suggerimento : “Trombarti sopra il banco dei gelati”)

          PUNTO UNDICI : Andare fino a Vicenza sabato notte prossimo per finire in un night, ti lascia alquanto perplesso. Perché fare tanta strada?.

          PUNTO DODICI : Vedere tutta quella gente plagiata adulare un nonnetto simpatico ma sofferente, ti conferma che la religione fa più male che bene, ma che ormai è alla frutta.

          PUNTO TREDICI : Hai fatto tredici. Andiamo a bere i soldi della vincita!!

35 Responses to “RIFLESSIONI DI PORCELLANA”

  1. xandria ha detto:

    buongiorno 🙂 attendendo un nuovo racconto

  2. Pillow ha detto:

    allora, ancora sei in ambito lottomatico?

  3. pista ha detto:

    mart ti lascio solo due giorni e mi diventi una blogghestarre? mannaggia attè!

  4. cat78 ha detto:

    ‘giorno! sono in ritardo per la strizzatina?..in realtà mi sarei asciugata..ma una strizzata non si rifiuta mai ;P

    bella l’immagine! finalmente si vede..ne valeva la pena.

    un bacio di corsa..;)

  5. xandria ha detto:

    sei dolce e gentile ..grazie..Buona serata a te:)

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